Valentino Sergi (VS): XII, come associazione letteraria e casa editrice che utilizza internet come principale mezzo di diffusione, è cresciuta notevolmente in brevissimo tempo. Da dove nasce il progetto? A cosa pensi sia dovuto il suo successo? Credo che il nostro successo sia dovuto non a un singolo fattore, ma a un insieme armonico. In primo luogo, ci sono senz’altro la trasparenza, l’onestà e il rispetto con cui abbiamo gestito e gestiamo i rapporti con i nostri autori. Quando gli autori sono soddisfatti del lavoro del proprio editore, si crea una sinergia che non può che portare a risultati positivi. È importante anche il fatto che abbiamo puntato su internet: siamo una piccola casa editrice senza grandi budget a disposizione, solo in rete – dove gli investimenti necessari sono minori e si gioca un po’ più a armi pari coi “grossi” - quindi potevamo ritagliarci un nostro spazio in maniera proficua. Altro importante fattore è il lavoro di squadra: XII, come ti spiegavo, nasce in primo luogo come gruppo. Un gruppo di persone che si è fatto via via più numeroso, e quindi in questo caso davvero l’unione ha fatto la forza. Ognuno ha aiutato in base alle proprie competenze e possibilità. Chiaramente, poi, fondamentale è la qualità. Mettiamo in ogni nostra pubblicazione la massima cura e professionalità, oltre a selezionarle in modo quanto più severo possibile. Abbiamo rifiutato molte opere buone, perché puntiamo a un livello qualitativo davvero elevato. Ritengo che questa sia l’unica strada che consenta a un piccolo editore di stare a galla: poche pubblicazioni, ma di grande qualità. Puntiamo a fare in modo che il logo di XII sul dorso di un libro sia una garanzia agli occhi del lettore. C’è anche da considerare il nostro approccio collaborativo con realtà analoghe (portali letterari, riviste, e anche altre case editrici): crediamo che qui ci siano fin troppe rivalità e orticelli chiusi in Italia. Questo porta solo danno. Bisogna condividere lettori e utenti tra colleghi, non cercare di creare fortezze. Infine (ma sicuramente ci sono molti altri aspetti che andrebbero elencati), c’è il lavoro continuo sulla community, in primis il forum. Qui si lanciano di continuo iniziative nuove, che cerchiamo sempre di rendere di forte personalità, e incentrate sul divertimento. Siamo sempre presenti sul forum, noi e i nostri autori, e ci sono dei rapporti e uno scambio diretto con i lettori e con gli utenti.
DB: Il caso di Linate è un episodio di sincronicità che vale la pena di raccontare. Giulio Cavalli è amico d’infanzia di Francesco Lanza, uno dei fondatori di XII. Francesco non aveva ancora parlato a Giulio del progetto, allora appena agli inizi. Giulio aveva in quel periodo proposto la pubblicazione di un libro tratto dal suo spettacolo a un paio di grossi editori. Entrambi gli avevano dato l’ok, ma con riserva di alcune modifiche e alcuni tagli, visto che il libro fa nomi e cognomi dei responsabili della strage e quindi era “scomodo”. Giulio – chi lo conosce non avrà dubbi – non era affatto disposto a scendere a questi compromessi. Un giorno, navigando in cerca di altri editori a cui proporre il progetto, si imbatte nel neonato sito di XII. Gli piace subito l’approccio diretto e indipendente, e viene anche colpito dal motto “le storie che attendevano di essere raccontate”; che non è solo un motto, questo lo capisce subito, ma è proprio l’intenzione della casa editrice. La sua è certamente una storia di cui troppo poco è stato raccontato. Chiama allora al telefono Francesco, che stava appunto per venire da lui a raccontargli del nuovo progetto letterario nel quale è coinvolto… Da qui in poi puoi immaginare com’è andata. Anche il caso di Jasmina è particolare. Durante l’estate 2007 parlò a Luigi Milani, che già conosceva e che ora lavora all’Ufficio Stampa di XII, del suo libro Processo agli Scorpioni e sostanzialmente gli chiese di piazzare il libro presso qualche editore italiano. Luigi lo propose a alcuni importanti editori. Poi, iniziò a lavorare con noi e parlò di XII a Jasmina, che ne sposò immediatamente i principi e accettò di pubblicare con noi. Le piaceva il fatto che siamo moderni, “internettiani” (lei è una delle più famose blogger della Rete), fuori dagli schemi. La cosa buffa è che il giorno seguente al suo ok, Luigi ricevette in rapida successione alcune telefonate da due degli editori interpellati (è vero!), che si dicevano interessati entrambi al libro. Grande fu il nostro gaudio nel sapere che Jasmina preferiva portare avanti il tutto con noi, nonostante le nostre dimensioni più modeste. VS: Di recente avete dato vita alle "Edizioni Digitali Condivise", puoi spiegarci meglio in cosa consistono? DB: Come dice la tagline, si tratta delle edizioni moltoeconomiche di Edizioni XII, un gioco di parole per indicare la pubblicazione gratuita di un titolo, in formato elettronico, a distanza di diversi mesi dalla prima uscita in formato tradizionale. Visto che ci piace fare le cose per bene, forniamo anche i file con le copertine in alta definizione, così chi vuole può stamparsi il libro completo in tutto e per tutto. So che stai dubitando della nostra sanità mentale. È tutto vero, guarda all’indirizzo www.xii-online.com/edc. Perché lo facciamo? Certo, se ormai sono molti gli autori che percorrono la via del copyleft (facile citare i soliti noti: Wu Ming, Genna in Italia, Cory Doctorow all'estero, ecc.) non sono altrettanti gli editori; ma abbiamo molta fiducia nel nostro catalogo, che mettiamo a disposizione con anticipazioni corpose (gli XII Trailer) e ora con interi libri. Credo che chi scarica un nostro titolo in EDC, in primo luogo sia comunque un lettore guadagnato, e la cosa più importante per noi è avere tanti lettori, perché pensiamo – al di là delle vendite – che le nostre pubblicazioni siano valide e meritino di essere lette da un pubblico quanto più vasto.
Poi, non è affatto detto che EDC non faccia bene anche alle vendite: infatti, chi scarica poi potrebbe benissimo trovare il libro meritevole e quindi acquistarlo – il formato cartaceo è comunque più bello da avere. Oppure potrebbe volerlo comprare per regalarlo a un amico. E, in ogni caso, è un potenziale acquirente di altre pubblicazioni dell’autore e di XII. VS: Quali titoli troveranno pubblicazione in EDC? DB: Diversi dei nostri titoli di punta sono già in preparazione, e ti posso anticipare che usciranno anche titoli speciali direttamente in doppio formato: EDC e tradizionale.
VS: XII, oltre ai membri dell'associazione, vanta una fitta schiera di collaboratori; alcuni sono nomi anche noti dell'humus letterario underground italiano. Puoi spiegarci un po' le loro funzioni all'interno di XII? DB: In XII – inteso come laboratorio e circolo letterario - girano un sacco di autori. Gli scrittori, spesso magari uno non ci pensa, sono anche persone che hanno competenze e formazioni molto diverse e specifiche, soprattutto in Italia, dove è raro che uno faccia “solo” lo scrittore, considerando che di soldi non ne girano troppi. C’è chi ha una formazione mirata alla comunicazione, chi s’intende di informatica, chi di giornalismo, di grafici e di illustrazioni, eccetera. Si vanno insomma a coprire le varie figure necessarie per far funzionare una casa editrice: dall’Ufficio Stampa, al reparto Promozione, a quello di Tesoreria, alla Direzione Editoriale e così via. Per fare le cose bene servono molte energie e molte persone competenti. Per fortuna, come ti dicevo, siamo tanti. Il Consiglio è composto da 8 persone, ci sono poi quindici soci che collaborano in maniera continuativa, e molti collaboratori saltuari. Ecco quindi che ognuno dei soci e dei collaboratori, chi a tempo pieno, chi quasi, chi nei ritagli, dà il suo contributo nel campo che gli è più congeniale. Questo perché appunto non siamo “solo” una casa editrice, ma in primo luogo un gruppo – aperto - di persone che si stimano e che amano lavorare insieme. VS: La domanda è di rito, ma nel vostro caso non si può non celare un sincero interesse nel porvela: quali progetti e pubblicazioni XII ha in cantiere per l'immediato futuro? DB: Un bel po’ di cose, davvero. Cerco di essere stringato altrimenti ti occupo tutto il webmagazine! In autunno arriva Archetipi, una raccolta su cui puntiamo moltissimo. Sono dodici racconti ispirati a specifici archetipi dell’immaginario, in chiave horror, SF o fantastico, ma sempre con venature cupe. Nella raccolta ci sono racconti di: Danilo Arona, Luigi Acerbi, Elvezio Sciallis, Giuseppe Pastore, Biancamaria Massaro, strumm, Ian Delacroix, Daniele Bonfanti, e dei quattro vincitori del mega-concorso che si è svolto nei mesi scorsi allo scopo di assegnare questi quattro posti: si tratta di David Riva, Samuel Marolla, Alberto Priora e J. Romano. Il libro è splendidamente illustrato – una tavola per ogni racconto – dal duo Diramazioni, e vanterà una prefazione di Gianfranco Nerozzi. Nostro scopo è farlo diventare realmente un oggetto “di culto”, e stiamo costruendo in questo senso diverse iniziative parallele, degli spin-off. Per esempio il sito www.archetipi.xii-online.com, che ospiterà man mano contenuti speciali relativi alla raccolta. Inoltre, è in atto la valutazione del Premio iNarratori 2008, un premio dedicato alle due categorie Fantastico e Fantascienza: i due vincitori saranno pubblicati. E ti posso garantire che non sarà facile scegliere, i lavori pervenuti sono ben 111, e quelli di qualità sono diversi.
Tra gli otto autori già scelti per questa raccolta avremo Michael Laimo, Riccardo Coltri, Marica Petrolati, Simonetta Santamaria e i quattro vincitori di Archetipi (Riva, Marolla, Priora e Romano). Su questo punto due parole: i quattro vincitori del concorso precedente hanno stavolta il posto preassegnato, perché? Perché la nostra intenzione è quella di creare un legame continuativo con gli autori. I concorsi ci servono, più che per selezionare le opere, per selezionare gli autori. Vogliamo creare una squadra affiatata, insomma, che lavori e cresca insieme. Daniele Bonfanti (dettagli)
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