Josip Osti (JO): Nessuna delle guerre jugoslave è ancora finita. Le conseguenze sono molteplici e la situazione in Bosnia è grave. Lo stato che ha come nome Bosnia-Herzegovina è una contraddizione in termini: è sì dal punto di vista formale uno stato integro, ma è, nella realtà, diviso. Lo stato delle cose, in senso sociale, è gravissimo: la maggioranza della popolazione giovane cerca di lasciare il paese appena finita la scuola, poiché una vita normale non è possibile lì: deve cercare un altro luogo dove costruirsela, quindi emigrare. CS: Josip Osti ha pubblicato recentemente un libro con la Multimedia Edizioni di Salerno, il cui titolo è L’albero che cammina. La traduzione è di Jolka Milic. Nelle tue poesie c’è una precisa definizione dell’immagine, della scena, a partire da elementi, eventi reali e intime sensazioni. Spesso la tua poesia scaturisce da questi temi, concettualizza i sentimenti o i sentimenti si fanno attraverso una visione drammatica. Quanto peso porta con sé la realtà nelle visioni che descrivi? JO: Potrei definire me stesso come uno che appartiene al realismo magico. Scrivo le mie poesie partendo dalle esperienze e sensazioni, e una delle prime e delle più importanti è quella del linguaggio, della mia lingua. Cerco di costruire le esperienze nella mia lingua ed espressività. Una vera ed anche una buona poesia, dovrebbe essere un’arte a doppio taglio, a doppio fondo: al tempo stesso reale e surreale. Quindi supera questa realtà, ma allo stesso tempo rimane nella realtà. CS: Personalmente sono rimasto molto colpito da una poesia per l’approfondimento dell’immagine, per la comunicatività e la teatralità del tuo fare poesia, spesso drammatica. JO: Prima di leggerla devo dire che questa poesia l’ho scritta trenta anni fa, forse anche di più. Questa sua attualità supera il contesto e la sensibilità in cui l’ho scritta:
per me è facile con l'eterno sorriso poso la testa sul ceppo chissà perché indugia cosa mai avrà visto nel mio occhio – nello specchio verde vede: e così all'infinito credetemi è facile per me con l'eterno sorriso poso il capo sul ceppo e guardarmi negli occhi
JO: Se lo sapessi non scriverei poesie. La poesia che ho appena letto era però una specie di “carta di protezione”. La situazione tra aggressori e vittime mi ha convinto di essere felice, di essere tra le vittime e non dall’altra parte. CS: L’amore è in mezzo al mondo? Ovunque? JO: Tutto quello che faccio lo faccio per amore e l’amore è la mia risposta a tutto questo. L’amore mi ha fatto poeta, è un titolo di una delle mie poesie. Josip Osti (dettagli)
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