Sergio Vuskovic Rojo (SVR): Penso che i dialoghi di Platone, specialmente quelli del "La Repubblica" e "Le Leggi", che sono rispettivamente, opera della maturità e dell’anzianità intellettuale, ma pure "Il Banchetto", meglio conosciuto come "Simposio" o "Convivio", tocchino livelli artistici, poetici, letterari e di profondità filosofica davvero magistrali, tanto da spingere Goethe a confidare a Eckermann: "Platone è il più potente degli uomini", nel senso intellettuale del termine, naturalmente. In questi libri, Platone sviluppa con l’originalità delle proprie idee gli insegnamenti socratici di uguaglianza, di dovere e diritto tra uomini e donne… pensate! Soltanto in alcune parti del mondo del ventesimo secolo, questi principi hanno acquisito un connotato sociale. Nella bicentenaria storia cilena, ad esempio, è la prima volta che una donna è stata eletta presidentessa della repubblica. Questo è un primo punto; il successivo è relativo al tema dell’omosessualità. Nel "Simposio", Platone ne parla liberamente con uno dei partecipanti al banchetto, considerandola una questione naturale, quasi un’abitudine sociale. Pensate per quanti secoli omosessuali e lesbiche sono state perseguitate… nel medioevo li bruciavano! Ora nelle società più civili, questa idea di Platone, vecchia duemilacinquecento anni, riapre un cammino. Altra cosa molto importante è la qualità del lavoro… non sono state usate certo le stesse parole che uso io adesso, però… la maestra d’amore di Socrate gli insegnava, quando lui era giovane, che il lavoro, nella Grecia antichissima, era considerato inizialmente un lavoro poetico, e glielo ripete tre volte… "poiesis", "poiesis", "poiesis". Cioè creazione! "Pensa - gli dice questa donna di Nantinea che Platone chiama "Perteneros" - pensa Socrate! Oggi chiamiamo poesia soltanto lo scritto in versi, mentre a quei tempi, "Poiesis" definiva la cosa utile e ben fatta; "Poiesis" - gli spiega - è una nave costruita bene e il suo autore è un poeta! Come poeta è il calzolaio, le belle scarpe sono creazione! E’ nell’insegnamento di Diotima a Socrate che mi appare chiaro il senso del lavoro libero… il senso del poetico nella creazione! È una versione pubblicata in Spagna, con un "castellano" d’ottimo livello. Sono più di mille pagine. Anche qui si nota l’influenza di Platone su Joyce. Capisco che voi potreste pensare "ma questo cosa vuole?". Ho citato scrittori importanti, ma questo non significa che pure nelle persone comuni sia grande l’influenza di Platone. E’ successo in tutto l’occidente, e me ne sono accorto grazie a undici anni di studi e lavoro serviti per scrivere il mio "Breviario di Platone". Tutto il vocabolario occidentale che riguarda l’amore è d’origine platonica e si trova nel "Simposio" come in altri suoi dialoghi. Questo vi potrei dire… e in relazione all’appuntamento elettorale che vi attende prossimamente in Italia, anche in politica, oltre che in ambito culturale, Platone non può che essere presente. In greco antico, la repubblica non si chiamava così. Questo è un termine di conio latino, "res publica" significa "della cosa pubblica", ma il termine che adoperò Platone quando scrisse l’opera è "Politeia", e cioè "sulla Polis", compendio di ciò che tratta la politica a proposito del governo delle città, o significato del come governare bene la polis per il bene comune e non per quello di pochi! Ditemi voi se questo non è un compito attuale, per lo meno nel mondo occidentale, che è il più conosciuto sulla faccia della terra. PGM: La seconda domanda che rivolgiamo al professor Vuskovic, in quanto amico di Allende e Neruda, figure importanti non soltanto della storia del Cile ma pure della storia e della cultura mondiale, è come queste due figure hanno incarnato il principo dell’utopia. SVR: Io mi rendo conto che gli italiani conoscono molto bene le vicende del governo del presidente Allende e del Cile, poiché il primo è stato capace di produrre un grande entusiasmo in tutta l’Europa occidentale e in particolar modo in Italia. I cileni sono ben consapevoli di quanto fu grande la solidarietà italiana al momento del colpo di Stato, e non soltanto del popolo, ma pure del vostro governo d’allora che ruppe tutte le relazioni diplomatiche con Pinochet. Nei diciassette anni del suo regime, l’Italia non ha mai avuto un ambasciatore in Cile. Bene… ora cercherò di spiegarvi in che modo specifico Allende e Neruda siano vincolati da una sorta di parentela nel pensiero utopico. Pablo Neruda aveva ovviamente un pensiero politico, nonostante la sua attività principale fosse quella di poeta. Conosceva tutti i grandi poeti del mondo soprattutto per via dei lunghi viaggi intrapresi in gioventù. Negli anni venti e trenta si spinse fino in Indonesia, in Birmania ed India, quale console cileno. A diciannove anni era già un poeta conosciuto, grazie alla pubblicazione in Santiago di "Venti poemi d’amore e una canzone disperata". |
Sergio Vuskovic Rojo (dettagli)
intervista a cura di Paolo Ghiotto Marin (dettagli)
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